Alessandro Quasimodo

 

Diplomatosi al Piccolo Teatro di Milano, frequentato un corso di perfezionamento sotto la direzione di Lee Strasberg al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha qui debuttato in “Motivo di scandalo” di Osborne, con la regia di Lamberto Puggelli; con il Piccolo Teatro di Milano ha preso parte a “Unterdenlinden” di Roberto Roversi, regia di Raffaele Majello, “Timone d’ Atene” di Shakespeare (Marco Bellocchio), “Il bagno” di Majakowski (Franco Parenti). E’ stato per la prima volta in Italia, e con ottimo successo, Stanley ne “Il compleanno” di Harold Pinter, regia di Massimo Binazzi. Nel 1972, al Théatre National Populaire di Lione, il Principe Gonzaga nel “Massacro a Parigi” di Marlowe, regia di Patrice Chéreau; Blepiro in “Utopia” da Aristofane, regia di Luca Ronconi.
Dal ‘75 al ‘78 con il Teatro Pierlombardo di Franco Parenti ha preso parte a numerosi spettacoli tra i quali sono da ricordare almeno “Il Misantropo” di Molière, “Il Macbetto” di Giovanni Testori, “Il gigante nano” di Frank Wedekind.

Dal 1979 ad oggi si è dedicato quasi esclusivamente ad una sua ricerca sulla poesia sviluppatasi attraverso spettacoli che, avvalendosi di scabri elementi scenografici e musicali, hanno ottenuto risultati di grande comunicabilità, rappresentati in numerose città, in Italia e all’ estero e in festivals internazionali come il TaorminaArte 2007.

Ha preso parte a numerose produzioni cinematografiche, tra le quali “Il fischio al naso” con la regia di Ugo Tognazzi, “Tutto a posto, niente in ordine” di Lina Wertmuller, “Roma” e “Casanova” di Federico Fellini, “Questo è il giardino” di Giovanni Maderna; e televisive, tra le quali “Storia di Anna”, “La commediante veneziana”,
“Piccolo mondo antico” con la regia di Salvatore Nocita; “La donna in bianco", regia di Mario Morini , “Il Conte di Montecristo” di Ugo Gregoretti.

Approda alla regia, partendo da una ricerca sul teatro di poesia italiano:in questo ambito, si possono ricordare almeno l’“Aminta” del Tasso (1984), “Oreste” di Alfieri (1985) prodotti dal Teatro alla Scala per l’ Estate d’ arte
a Milano; “La città morta” di D’Annunzio (1987-88). Con Franca Nuti e Luciana Savignano è interprete e regista, nonché adattatore dei testi in “Fuori non ci sono che ombre, e cadono”, dedicato alle figure di Quasimodo e della danzatrice Maria Cumani (Piccolo Teatro, Milano 2003).

Per la RAI ha inoltre curato un ciclo di ventisei trasmissioni sulla poesia italiana tra Otto e Novecento dal titolo “Saltimbanchi dell’ anima”; e collabora con la radio svizzera di lingua italiana.

Ultimamente ha preso parte a progetti; tra questi, il “Virgilio”, un viaggio attraverso la biografia e il poema del poeta latino, affiancato da alcune protagoniste del teatro italiano, da Paola Gassmann a Ottavia Piccolo a Giuliana Lojodice.

Per l’ Istituto italiano di Cultura di Budapest è stato voce recitante nella “Dante Sinphonie” di Franz Listz con il duo pianistico Bresciani – Nicolosi (marzo 2007).